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Ruben's Group
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Ruben’s Group: un padre e i suoi due figli uniti nella musica

Una famiglia ‘musicale’ per una band ancora da scoprire

 

Hanno suonato sempre insieme i tre musicisti che hanno da poco formato la band più giovane dell’Altopiano: il RUBEN’S GROUP.

Per la prima volta, un padre si presenta con i suoi due figli, coinvolgendoli nella sua più grande passione, ormai nota a tutti. Ecco che Mauro Vellar, al ritmo della batteria del figlio diciassettenne Nicola, accompagna la bellissima voce della figlia maggiore Ruben.

Una squadra vincente, insieme da sempre, che soltanto ora è riuscita a raccogliere il frutto di un amore che li accomuna sin dalla nascita della loro famiglia.

Ruben e il padre hanno sempre suonato insieme, raggiungendo una buona affinità musicale; Nicola, invece, ha iniziato da poco a suonare costantemente con loro, ma, per ovvie ragioni, l’equilibrio tra loro è spiccato. I due fratelli, come ci ha spiegato lo stesso Mauro, hanno sempre nutrito un grande interesse per tutto ciò che è musica ed hanno sempre cantato: mancava soltanto l’idea che desse avvio a questa collaborazione non consueta tra figli e genitore.

Ecco che nasce il gruppo che, quasi a richiamare un perduto ideale cavalleresco, è chiamato come l’unica donna che lo compone, scelta data anche dalla  piacevole particolarità del suo nome.

La band, che non ha ancora eseguito la sua prima uscita ufficiale, si è proposta di eseguire un repertorio leggero, che ha la peculiarità di riuscire a spaziare nel tempo e nello spazio, coinvolgendo brani storici della musica italiana e i più moderni brani della pop music inglese: una vasta gamma di pezzi che va da Baglioni a De Andrè, da Battisti a Paoli, da De Gregori a Syria, dai Luna Pop ai Cramberries, da Lene Marlin ad Elton John. Discriminante per la scelta delle canzoni: l’estro dei tre musicisti, sempre disposti ad impugnare microfono, chitarra e bacchette per suonare insieme.

Mauro, secondo i figli “multimusicale e versatile”, ricorda con un po’ di tenerezza la sua prima serata da musicista, quando, molti anni fa, sentiva vibrare nel petto l’emozione di esibirsi di fronte a tante persone, sentimento che, nonostante gli anni di esperienza in diversi gruppi altopianesi, non è ancora del tutto estraneo al padre-musicista. Ruben, dal canto suo, aveva il vantaggio, per la sua prima serata, di avere vicino il padre (e di aver sorseggiato prima dell’esibizione un buon limoncello!!!), cosa che le ha permesso di tranquillizzarsi molto con l’andare della melodia del brano che stava interpretando; un talento il suo spiccato già dai tempi delle recite delle scuole elementari, quando le sue maestre le fecero cantare il brano cult “My Heart Will Go On”, colonna sonora del film premio Oscar Titanic: già allora lasciava presagire le qualità che, secondo i suoi compagni d’avventura, caratterizzano la sua voce “calda, ma, al contempo, stravagante”. Nicola, invece, è ancora ‘nuovo del mestiere’, anche se da piccolo, essendo uno dei primi allievi di batteria della Scuola di Musica di Asiago, si è esibito nel tradizionale saggio con un entusiasmo, una precisione ed una determinazione inconsueti.

Per i tre, la musica è una forma di divertimento personale, ma, soprattutto, una forma di comunicazione unica, che permette di coinvolgere con il suo calore chiunque vi si avvicini.

Ruben e Mauro hanno già suonato parecchie volte in pubblico, ma i momenti che hanno preferito sono stati quelli che hanno passato con i ragazzi disabili e con gli anziani della casa di riposo, una forma di interazione unica, un dialogo che sperano possa continuare nel tempo, coinvolgendo anche Nicola, ormai membro a tutti gli effetti di questa band.

Al Ruben’s Group piace coinvolgere la gente e far cantare chi li ascolta, perché la musica non è un’arte per eletti, ma è un’espressione non verbale di sentimenti ed emozioni che fanno parte di ogni essere umano.

Potremo sentire la band in azione in occasione di una rassegna estiva dei gruppi altopianesi, organizzata dal Comune di Gallio per l’estate. Le loro date sono già state confermate per il 23 luglio e il 13 agosto presso il palco centrale di Gallio all’ora aperitivo (dalle 18:00 alle 19:30) e vedranno il susseguirsi di brani ad esecuzione soft, quasi acustica, senza che manchi il coinvolgimento dei presenti.

Possiamo aspettarci una grande carica emotiva da parte di questi tre tizi “tutti casa e… MUSICA”.

 

Ruben Vellar – voce (14/01/1988)

Studentessa dell’ultimo anno di Liceo Artistico a Vicenza, coltiva sin da quand’era piccola due grandi passioni interdipendenti: quella per la danza e quella per la musica. Oltre ad aver frequentato per dieci anni corsi di danza, ha coltivato parallelamente la passione per la musica, trasmessale dal padre, un’arte che ha sempre costituito il suo sogno di bambina e che ora sembra toccare con mano.

Da piccola si divertiva ad imbastire spettacolini dentro a fuori casa, dove, naturalmente, cantava e ballava, quasi dei piccoli musical che valorizzavano entrambe le sue doti.

Ha sempre saputo far risaltare al meglio la propria voce, nonostante abbia la respirazione inversa.

La musica per lei è un cassetto pieno di emozioni, che riesce a provare specialmente quando canta Zombie dei Cramberries.

Mauro Vellar – chitarra acustica (02/02/1956)

Di professione cuoco presso la casa di riposo di Asiago, suona da sempre la chitarra.

Il mondo musicale gli è sempre servito per esprimere qualcosa che a parole è difficile dire, rappresentando uno stimolo attraverso cui comunicare con gli altri. “La mia prima chitarra usata, del valore di 5.000£, fece una bruttissima fine: mia sorella me la diede secca in testa” ricorda divertito il veterano musicista. Da sempre autodidatta, ha avuto diversi gruppi, molti di Roana, ma anche alcuni di Vicenza. Il suo scopo nel fare musica è sempre stato quello di divertirsi; per questo ricorda con un pizzico di nostalgia le serate passate con gli amici musicisti allo Zanzibar, esecuzioni all’insegna dell’improvvisazione pura. Ama molto eseguire “Ciao Elisa” una canzone composta da un suo caro amico.

Nicola Vellar – batteria (07/08/1989)

Studia presso l’Istituto superiore di Asiago.

“La musica? Per me è stata una passione sin da piccolo, come resta una grande passione ora, nonostante il mio percorso sia stato travagliato”. Infatti, dopo aver iniziato, tra i primi in Altopiano, a frequentare il corso di batteria presso la Scuola di Musica di Asiago, si è buttato sul flauto traverso prima e sulla chitarra poi, per attraccare nuovamente al suo porto: la batteria. Per lui la musica è iperbolicamente un’ossesione che si porta dietro dall’infanzia e che l’ha fatto approdare recentemente a questo nuovo gruppo, completando l’intesa ormai consolidata, ma ancora incompleta, tra il padre e la sorella.

Del suo repertorio ama suonare Toxisity.

 

Martina Rossi