Effetto Dominio: una valanga di coinvolgimento tutta italiana
Una piacevole rivisitazione dei più particolari pezzi della musica nostrana
Si è formata nel marzo del 2007 una delle più giovani band dell’Altopiano: gli EFFETTO DOMINO.
Il suo esordio è avvenuto qualche settimana fa nel palco centrale di Cesuna ed il gruppo è già richiestissimo nei locali dell’Altopiano.
A far parte della band sono Leonardo Longhi (voce e chitarra acustica), Nicola Valente (chitarra solista), Davide Frigo- meglio conosciuto in Altopiano come Kanacia- (basso e seconda voce) e Cristian Spiller (batteria).
Il nome della band è stata una felice proposta di Nicola, accolta prontamente dai tre compagni d’avventura. La band ha voluto darsi un nome italiano per riprendere il repertorio, rigorosamente nostrano, che, in cinque mesi di lavoro, è riuscita a preparare egregiamente.
La sua musica si propone di rivisitare (non di copiare) in maniera personale ed originale i più grandi artisti della musica italiana, a partire da De Gregori per arrivare a Ligabue,, passando per i Timoria e per gli After Hours.
La scelta dei brani, come presto potrete sentire in piazze e locali, non è per nulla scontata: ai classiconi i quattro musicisti hanno preferito i brani più particolari, in una carrellata di pezzi che certamente non vi annoierà.
Nicola, Kanacia e Cristian hanno molta affinità, avendo suonato insieme per tre anni nei Mad Milk; ecco perché, mentre si parla con loro, sembra di discorrere con una persona soltanto. Tuttavia, Leonardo, la new entry del gruppo, si è inserito alla perfezione all’interno della band, non soltanto come musicista, ma anche come amico.
La sua dote musicale più spiccata è l’interpretazione originale dei brani, dote che si incastra perfettamente con le peculiari sonorità proposte da Nicola, un vero e proprio “ricercatore del suono”, come gli stessi amici lo definiscono. Ad aggiungersi è il buon gusto di Kanacia che ritiene più importante “suonare poche note, ma buone e al posto giusto”, un po’ sullo stile di Sting nella storica formazione dei Police. Last but not least troviamo ancora una volta Cristian (percussionista degli High Bias e dei Midnight Spaghetti, ndr), considerato, a ragione, uno dei più bravi batteristi del nostro territorio, “un musicista che tutti vorrebbero avere, per la sua intuizione e per la sua tipica istintività anni Settanta”.
Una formazione vincente, insomma, che si è esibita per la prima volta qualche settimana fa nel palco centrale di Cesuna, mostrando, sin dall’esordio, la sua peculiarità; infatti, per l’occasione, il gruppo a deciso di rivisitare in chiave acustica pezzi che sono originariamente nati per l’esecuzione elettrica: il risultato è stato soddisfacente, non solo per i numerosi spettatori, ma anche per i quattro musicisti.
Lo scopo che accomuna i quattro è quello di divertirsi, ma anche di fare esperienza nel campo della musica, meta che ci auguriamo raggiungano presto.
Sul fronte “canzoni proprie” il gruppo non ha ancora deciso: se da una parte Leonardo (che ha già registrato due demo) e Nicola sono propensi a buttarsi anche in questo nuovo progetto, Davide e Cristian sono ancora un po’ perplessi.
Per chi volesse ascoltare gli Effetto Domino, il gruppo suonerà il 12 agosto presso il palco centrale di Cesuna e il 17 agosto presso la Taverna di Asiago: il divertimento è garantito.
Finita l’intervista, la band ha deciso di farmi ascoltare qualche brano; dal loro modo di suonare emerge una grande fiducia verso le potenzialità della musica italiana e una grande affinità di gruppo: un vero effetto domino, una valanga di coinvolgimento!
Leonardo Longhi – voce e chitarra acustica (18/08/1982)
Dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto Musicale di Thiene ed aver preso privatamente lezioni di chitarra classica, inizierà quest’anno frequentare il corso di canto presso il CPM di Milano.
La sua passione per la musica è nata da “una piacevole coincidenza”, che, però, non ci vuole misteriosamente confidare.
La musica per lui è qualcosa di indefinibile, proprio perché è una passione davvero troppo grande.
La canzone che più ama è “Testamento di Tito” di De Andrè.
Nicola Valente – chitarra solista (15/11/1985)
Frequenta l’ultimo anno accademico presso il CPM di Milano, seguito da Luca Colombo (noto turnista nazionale, ndr).
Fino all’età di 18 anni, non aveva una grande passione per la musica. La madre, che possedeva una vecchia chitarra, lo fece chiamare da Bruno Forte e così, quasi per gioco, ha iniziato a prendere lezioni di chitarra. Il suo percorso è proseguito sotto la guida di Mauro Cunico e poi presso il CPM. Tra i suoi maestri c’è anche l’amico Maurizio Filippi (chitarrista di Canale 5 e di Smaila, ndr).
Ama i tre chitarristi che, secondo lui, hanno cambiato il modo di suonare i suo strumento: Handrix, Beck, Knopfler.
Davide Frigo Kanacia – basso e seconda voce (19/02/1986)
Lavora per una ditta di movimento terra nel settore agricolo.
La sua passione per la musica è nata grazie a Nicola, a cui serviva una bassista. Su sue piedi ha comprato un basso e, piano piano, è cresciuta in lui una grande passione, che lui definisce “seria, ma non troppo”.
Ha preso qualche lezione da Giorgio Pietrobelli, per poi iscriversi al corso tenuto da Tony Moretti presso la Scuola di Musica di Asiago. Ora prosegue da autodidatta.
La sua canzone preferita è “Comfortably Numb” dei Pink Foyd. Come bassista si identifica molto in Billy Cox, che accompagnava Jimi Hanrix, proprio come lui accompagna Nicola.
Christian Spiller – batteria (15/12/1975)
Di professione è cuoco presso la casa di riposo di Roana.
La musica è sempre stata nel suo sangue e la sua formazione è avvenuta per lo più da autodidatta, seguendo l’istintività tipica di ogni batterista, qualità che tutti gli riconoscono e che lo rende uno dei batteristi più ambiti del nostro Altopiano.
Si sta attualmente dedicando al gruppo degli High Bias, con un repertorio hard rock in continua evoluzione, e ai Midnight Spaghetti, gruppo nel quale è entrato dalla fine del 2006.
La sua nascita come batterista, però, è avvenuta tra le quattro mura della sala prove in cui gli Effetto Domino hanno accolto il nostro giornale, una specie di casa che sente un po’ sua.
Il suo modello è Dennis Chambers, secondo lui il miglior percussionista di tutti i tempi.
Martina Rossi |